Ci sono luoghi in cui non si “perde tempo”.
Si impara ad abitarlo.
La sala d’attesa del nostro studio non è solo uno spazio prima dell’incontro.
È un tempo sospeso, un momento per rallentare, respirare, ascoltare quello che spesso resta in sottofondo.
Attendere, in psicologia, non è passività.
È dare spazio a ciò che emerge, senza forzarlo.
È concedersi il diritto di andare piano, soprattutto quando fuori tutto corre.
Qui iniziano percorsi di ascolto, consulenze psicologiche, spazi di parola per adolescenti e adulti.
Qui il tempo diventa alleato, non ostacolo.
A volte, il primo passo non è entrare in seduta.
È fermarsi un attimo prima.