Ci sono luoghi in cui non si “perde tempo”.
Si impara ad abitarlo.
La sala d’attesa del nostro studio non è solo uno spazio prima dell’incontro.
È un tempo sospeso, un momento per rallentare, respirare, ascoltare quello che spesso resta in sottofondo.
Attendere, in psicologia, non è passività.
È dare spazio a ciò che emerge, senza forzarlo.
È concedersi il diritto di andare piano, soprattutto quando fuori tutto corre.
Qui iniziano percorsi di ascolto, consulenze psicologiche, spazi di parola per adolescenti e adulti.
Qui il tempo diventa alleato, non ostacolo.
A volte, il primo passo non è entrare in seduta.
È fermarsi un attimo prima.
Abbiamo pensato lo studio come una casa. Un luogo accogliente, familiare, dove sentirsi al sicuro.
Non esiste un solo modo di stare in terapia.
C’è chi ha bisogno di parlarsi seduti intorno a un tavolo, chi si sente più a suo agio sul divano, chi preferisce il dialogo in poltrona e chi, soprattutto i più piccoli, trova nello spazio a misura di bambino il modo migliore per esprimersi.
I diversi spazi permettono di scegliere: in base a come ti senti, a ciò che stai attraversando, a ciò di cui hai bisogno in quel momento. Perché anche lo spazio è cura.